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VV

Piccoli centri, grandi opportunità: proposte per il lavoro da remoto nel Lazio

Vivere Viterbo
Posted 1 hour ago
🇮🇹Italy🏠Remote📁Other
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27.03.2026 - h 17:58

4' di lettura

18

Si è svolta giovedì mattina, presso il Consiglio regionale del Lazio, l’audizione nell’ambito dell’esame della proposta di legge regionale n. 176 del 25 settembre 2024, concernente “Misure di sostegno e incentivi alle imprese che attivano e agevolano il lavoro agile o smart working ai fini del ripopolamento dei piccoli comuni della Regione Lazio”, primo firmatario il consigliere Marco Colarossi (FI).

La seduta è stata presieduta dal presidente della IX Commissione – Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione e diritto allo studio, Angelo Orlando Tripodi (FI).

Nel corso dell’audizione sono stati ascoltati Massimiliano Ruzzeddu, professore associato di Sociologia presso l’Università degli Studi Niccolò Cusano, e Francesco Maria Spanò, coordinatore del comitato tecnico scientifico dell’associazione I Borghi più belli d’Italia.

Nel suo intervento, Ruzzeddu ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dello spopolamento che interessa molti centri minori, sottolineando come politiche mirate possano favorire l’insediamento di giovani lavoratori e di imprese di piccole e medie dimensioni nei territori più svantaggiati. In particolare, è stata evidenziata l’importanza di costruire reti tra comuni, anche attraverso unioni amministrative, per garantire servizi adeguati e rendere più attrattivi i piccoli centri, con riferimento soprattutto alle aree delle province di Roma, Rieti e Viterbo.

Francesco Maria Spanò ha invece illustrato il ruolo dei borghi storici nella valorizzazione del territorio e le opportunità offerte dal lavoro agile. Secondo il coordinatore del comitato tecnico scientifico dei Borghi più belli d’Italia, lo smart working può rappresentare un forte fattore di attrazione per i cosiddetti “nomadi digitali”, professionisti che spesso dispongono di redditi medio-alti e che ricercano contesti caratterizzati da qualità della vita, patrimonio culturale e paesaggistico. In quest’ottica è stata sottolineata l’opportunità di recuperare immobili inutilizzati nei centri storici, destinandoli ad attività di coworking o a nuove forme di edilizia sociale, accompagnando tali interventi con servizi adeguati, collegamenti di trasporto verso centri urbani più grandi e accesso a sanità, scuola e altri servizi essenziali.

Nel corso dell’audizione è stato inoltre richiamato uno studio elaborato da Deloitte sui borghi italiani e sul loro impatto economico, che evidenzia come i comuni con meno di 5.000 abitanti possano diventare poli di attrazione per nuove forme di lavoro da remoto e per iniziative imprenditoriali legate alla valorizzazione del patrimonio culturale, monumentale ed enogastronomico.

Il consigliere Marco Colarossi nel suo intervento ha ringraziato il presidente Tripodi e i partecipanti per il contributo fornito e ha ribadito l’importanza di strumenti concreti a sostegno dei piccoli comuni del Lazio, con particolare attenzione agli investimenti per la digitalizzazione, allo sviluppo delle infrastrutture, al potenziamento dei trasporti pubblici e alla diffusione delle cosiddette “Case della salute”, elementi ritenuti fondamentali per rendere realmente attrattivi i territori.

Nel corso della seduta il presidente della Commissione Tripodi ha espresso una valutazione estremamente positiva sulla proposta di legge a prima firma Colarossi, definendola una iniziativa importante e strategica per affrontare in modo innovativo il tema dello spopolamento dei piccoli centri del Lazio e per favorire nuove opportunità di sviluppo economico e sociale nei territori interni.

Tripodi ha inoltre evidenziato come alcune grandi aziende cinematografiche internazionali stiano studiando la possibilità di realizzare nel Lazio una struttura dedicata alla produzione cinematografica diffusa nei piccoli comuni, utilizzando i borghi come luoghi di ripresa. Una prospettiva che nasce anche dal fatto che girare film nella capitale, Roma, risulta spesso complesso e particolarmente costoso, mentre i centri minori possono offrire scenari suggestivi, maggiore flessibilità logistica e nuove opportunità economiche per i territori.

Il presidente della Commissione ha inoltre richiamato l’importanza della sperimentazione avviata da ATER, orientata a investire nel recupero delle abitazioni presenti nei piccoli comuni e nei centri storici, piuttosto che nella realizzazione dei tradizionali grandi complessi residenziali. Un modello che punta a favorire il ripopolamento dei borghi e a evitare la creazione dei cosiddetti “palazzoni-recinto”, valorizzando invece il patrimonio edilizio esistente.

A conclusione della seduta, il presidente Tripodi ha fissato le scadenze per la presentazione degli emendamenti: giovedì 9 aprile alle ore 12.00 per gli emendamenti e lunedì 13 aprile 2026 alle ore 12.00 per i subemendamenti.

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